Cos’è l’interpretazione consecutiva?

Antonino Cannavacciuolo 

Antonino Cannavacciuolo e Matthew J. Bologna

L’interpretazione consecutiva è la forma di interpretazione più antica al mondo. Grazie a questa tecnica, l’interprete consecutivista traduce un discorso o parte di esso per il pubblico. In questi casi, l’interprete prende nota di tutto ciò che viene dall’oratore e, successivamente, lo traduce verso una altra lingua. La durata delle porzioni di discorso interpretate varia in base all’evento: fino a circa cinquant’anni fa, gli interpreti consecutivisti rendevano discorsi di venti/trenta minuti ciascuno, oggi invece quindici/venti minuti vengono considerati eccessivi proprio perché il pubblico non ama stare seduto ad ascoltare un oratore che si esprime in una lingua ad esso incomprensibile.

Un interprete di consecutiva non solo deve essere in grado di comprendere perfettamente la lingua straniera utilizzata dall’oratore, ma dovrà anche essere capace di prendere note durante il discorso. E’ fondamentale sottolineare che tale espediente mnemonico non ha nulla a che vedere con la stenografia. Quest’ultima ha infatti lo scopo di annotare ogni parola di un discorso, mentre la presa di note, costituita da simboli ed abbreviazioni, serve solamente come ausilio all’interprete per rielaborare quanto detto precedentemente dall’oratore. Questo è il motivo per cui l’interprete non prende appunti precisi e dettagliati, che renderebbero impossibile la comprensione all’interprete stesso a distanza di pochi minuti. In effetti, i simboli utilizzati non rappresentano ogni singola parola, bensì il senso astratto di una parte del discorso ascoltato. Spesso all’interprete possono bastare tre o quattro simboli per consegnare il messaggio al pubblico.