Interpretariato

L’interpretariato è un’attività che consiste nello stabilire una comunicazione orale o gestuale tra due o più attori di una conversazione che non condividono lo stesso codice linguistico. Si noti che a volte le parole interpretariato e interpretazione possono denotare la stessa attività, ma mentre la prima indica l’attività in generale (intesa anche come professione), la seconda si riferisce più nello specifico alla prestazione stessa dell’interprete, oltre ad avere altri svariati significati in italiano.

Interpretazione e traduzione

Sia l’interpretazione orale che la traduzione scritta sono volte a rendere comprensibile un messaggio in una lingua diversa da quella di origine. Tuttavia, mentre per la traduzione scritta il materiale che si traduce è solo la parola presente sul testo, il segno scritto, nell’interpretazione si cerca di rendere comprensibile un messaggio orale secondo il colore che gli è proprio, l’intonazione con la quale viene pronunciato, l’intenzione che l’oratore vuole produrre e il contesto nel quale il messaggio viene espresso. Per potere svolgere il proprio lavoro l’interprete si appoggia alle parole che sente, al contesto nel quale vengono pronunciate, ai gesti ed alla intonazione, alle espressioni del volto, agli interlocutori ai quali il discorso è rivolto, nonché ad infiniti altri elementi caratteristici della comunicazione orale. In linea generale, si può dire che la traduzione sia la trasmissione di un messaggio da una lingua a un’altra tramite un canale scritto, mentre l’interpretazione lo fa mediante il canale orale o con l’aiuto dei segni. La differenza tra la traduzione e l’interpretazione è la stessa che esiste tra lo scrivere un messaggio e il comunicarlo di persona.

Interpretazione di conferenza

L’interpretazione di conferenza, come suggerisce il nome, avviene durante conferenze, seminari, congressi, vertici internazionali. In tali contesti possono essere impiegate diverse modalità di interpretazione: le più rilevanti sono l’interpretazione simultanea e consecutiva, a cui si aggiunge lo chuchotage, variante della simultanea.

Simultanea

Nell’interpretazione simultanea l’atto dell’interpretazione del discorso dell’oratore da parte dell’interprete avviene simultaneamente (cioè quasi contemporaneamente) allo svilupparsi del discorso stesso. Si parla di simultaneità, non di contemporaneità, poiché, se si esclude quando l’interprete anticipa correttamente il senso del discorso, sussiste sempre uno scarto di tempo, detto “décalage”, più o meno ampio (ciò dipende anche dalla differenza della lingua di partenza da quella di arrivo.

Nell’interpretazione simultanea l’interprete lavora all’interno di una cabina insonorizzata secondo le norme ISO e dotata di una console, grazie alla quale si può ascoltare l’oratore attraverso delle cuffie e fornire l’interpretazione, quindi simultaneamente, mediante un microfono, che la trasmette a tutti coloro che non conoscono la lingua dell’oratore, anch’essi muniti di cuffie. Inoltre è importante che l’interprete, all’interno della cabina, sia in condizione di vedere l’oratore.

L’interpretazione simultanea viene a volte anche denominata “traduzione simultanea” e l’interprete viene erroneamente definito “traduttore”. Questi termini non sono corretti, come si è già spiegato, per via della distinzione esistente tra traduzione e interpretazione.

Consecutiva

L’interpretazione in consecutiva è la più antica forma di interpretazione. Tale modalità consiste nel rendere il discorso dopo che l’oratore ha concluso il suo discorso o parte di esso; mentre egli parla, l’interprete prende nota di tutto ciò che viene detto. La durata delle porzioni di discorso interpretate varia da situazione a situazione: fino a cinquant’anni fa, gli interpreti consecutivisti traducevano discorsi di venti o trenta minuti, ma oggi solo dieci o quindici minuti sono considerati fin troppi, soprattutto dal momento che il pubblico non ama stare ad ascoltare a lungo un eloquio incomprensibile.

Il compito dell’interprete di consecutiva non sta solo nel comprendere la lingua, ma anche nel prendere nota del discorso, ed è qui che assume grande importanza la presa di note (o, dall’inglese, Note-taking), un vero e proprio espediente mnemonico che spesso viene confuso con la stenografia.  Questa ha infatti come scopo quello di annotare ogni parola di un discorso, mentre la presa di note, fatta di simboli, abbreviazioni e altri elementi sussidiari, serve come ausilio destinato all’immediato utilizzo per l’interpretazione consecutiva; per tale motivo, l’interprete non prende appunti precisi e dettagliati, il che ne renderebbe impossibile la decifrazione per lo stesso interprete, a distanza di poco tempo. In effetti, non viene appuntata mediante simboli ogni singola parola, bensì il senso astratto della porzione di discorso ascoltata, dunque, per rappresentare un’intera frase composta da molte parole, potrebbero bastare anche due o tre simboli. L’essenzialità e la schematicità di tale tecnica deriva dal fatto che qualsiasi oratore difficilmente parla a una velocità tale da riuscire a scrivere ogni vocabolo da lui pronunciato.

Tale modalità di interpretazione ha lo svantaggio di raddoppiare la durata dell’intervento, dato che una volta pronunciatosi l’oratore, l’interprete dovrà ripetere il tutto nella lingua di arrivo.

Sussurrata 

L’interpretazione sussurrata, o chuchotage (dal francese “chuchoter”, ovvero “sussurrare”), è una variante dell’interpretazione simultanea: l’interprete si trova a fianco agli ascoltatori, a cui trasmette a bassa voce la traduzione. Questo tipo di interpretazione presenta il vantaggio di non necessitare di alcuna apparecchiatura tecnologica (a differenza della simultanea), ma è impiegabile solo se i fruitori della traduzione sono in numero molto ristretto (generalmente due o tre). Inoltre, a causa dello sforzo della voce dell’interprete nel sussurrare, o comunque trasmettere a voce bassa la traduzione, e delle condizioni acustiche spesso pessime, l’interprete può interpretare in questa modalità solo per breve tempo.

Interpretazione di trattativa

L’interpretazione di trattativa (in inglese liaison interpreting oppure business to business) è una modalità di interpretazione dialogica da utilizzarsi in un contesto di trattativa d’affari; l’interprete veicola informazioni di natura settoriale tra un parlante di lingua A e un parlante di lingua B sulla base di scambi conversazionali brevi e senza presa di note. Nello specifico, le lingue d’uso s’alternano tra la lingua comune e la microlingua scientifico – professionale.